HOMESTAY IN BOLOGNA
and learn italian

 EXERCISES FOR ELEMENTARY AND INTERMEDIATE LEVEL

 

Per leggere
riduzione da Italo Calvino

Prova d'ingresso

I tempi del passato
(italian past tenses)


Imparare le parole
da Giorgio Scerbanenco

PARENTI POSSESSIVI (mia madre o la mia madre?)

ESERCIZIO 1

Quali e quanti parenti hai? rispondi usando l'articolo indeterminativo  (es.: Io ho un nipote, delle sorelle e dei cognati a Bologna, ...ecc.)

ESERCIZIO 2

Regola: quando usi mio/tuo/suo ecc. con i nomi dei parenti

AL SINGOLARE non devi mettere l'articolo (es. mio padre)

AL PLURALE devi mettere l'articolo (es. i miei genitori)

Applicando questa regola rispondi alle domande:

es.: Chi è per me il fratello di mia madre? E' mio zio materno.

- Chi è per me il marito di mia sorella?

- Chi sono per te i figli della sorella di tuo padre?

- Chi è per Luisa la madre di suo marito?

- Chi sono per me i genitori di mio padre?

- Chi è per me la moglie di mio zio?

- Chi sono per Antonio le mogli dei suoi figli?

- Chi è per te il figlio di tua figlia?

- Chi sono per Cenerentola le figlie della seconda moglie di suo padre?

- Chi è per me il figlio unico di mio padre e di mia madre?

 

ARTICOLI E LESSICO SOCIALE

Metti l'articolo determinativo davanti ai nomi e poi metti tutto al plurale

 

....società  .... .....................
....aristocrazia .... .....................

....ceto   

.... .....................

....classe sociale

.... .....................

....schiavo

.... .....................

....agricoltore

.... .....................

....alto reddito

.... .....................

....stipendio

.... .....................

....disoccupato  

.... .....................

....sacerdote  

.... .....................

....schiava  

.... .....................

....poeta 

.... .....................

....artista (uomo)   

.... .....................

 ....artista (donna)     

.... .....................

 

ESERCIZIO SUL PASSATO PROSSIMO  

Per ogni frase al presente ti vengono proposte tre frasi al passato. Indica quella corretta.

Manuel legge molti libri

- Manuel ho letto molti libri

- Manuel ha letto molti libri

- Manuel hai letto molti libri

Oggi vado a Mirandola in macchina

- ieri andato a Mirandola in macchina

- ieri ho andato a Mirandola in macchina

- ieri sono andato a Mirandola in macchina

Non sappiamo rispondere alla domanda

- non habbiamo risposto alla domanda

- Non habbiamo saputo rispondere alla domanda

- non abbiamo saputo rispondere alla domanda

Chiedo aiuto ad un collega

- ho chieduto aiuto ad un collega

- ho chiedato aiuto ad un collega

- ho chiesto aiuto ad un collega

Mi sembri molto stanco

- mi sei sembrato molto stanco

- mi hai sembrato molto stanco

- mi ho sembrato molto stanco

Mia nonna si veste sempre di blu

- mia nonna si ha sempre vestito di blu

- mia nonna si e' sempre vestito di blu

- mia nonna si e' sempre vestita di blu

Tornate presto

- avete tornato presto

- avete tornati presto

- siete tornati presto

Parli in modo molto scorretto

- hai parlato in modo molto scorretto

- ha parlato in modo molto scorretto

- sei parlato in modo molto scorretto

Vedo quella ragazza tutti i giorni

- visto quella ragazza tutti i giorni

- vista quella ragazza tutti i giorni

- ho visto quella ragazza tutti i giorni

Pensano di partire presto

- pensato di partire presto

- hanno pensato di partire presto

- anno pensato di partire presto

USO DEL PRESENTE - UN INVITO A PRANZO
INTRODUZIONE

Vanna e Giacinto sono una coppia di giovani sposi in vacanza al mare. Un giorno Giacinto torna a casa con Santino, un ragazzo che ha conosciuto facendo pesca subacquea. Il narratore del racconto è la donna.

Giacinto ........... (tornare) alle tre, accompagnato da un ragazzo alto e biondo. Apre la porta con una pedata e ........... (sollevare) verso di me il braccio del ragazzo:

- E' pronto, Vanna? Questo è Santino, ........... (tu mettere) un piatto anche per lui -

........... (io aggiungere) un piatto a tavola. ........... (io tagliare) a metà la fetta di carne più grossa. Intanto ........... (io osservare) il ragazzo: è chiaro, di un biondo quasi bianco, ........... (lui sembrare) un tedesco, eppure il nome è di queste parti.

........... (noi sedersi) e ........... (noi mangiare) uova sode e pomodori tagliati con l'origano. Il ragazzo non ........... (parlare): ........... (mangiare) e ........... (sorridere) tenendo le gambe incrociate sotto la tavola. Giacinto ........... (raccontare) del suo lavoro con voce allegra e appassionata. Santino ........... (stare) a sentire serio, attento. Io ........... (correre) dalla cucina alla tavola.

- E' grande la vostra officina? - chiede Santino

- Non lo so neanche più se è grande o piccola, è casa mia, ci ........... (lavorare) da quando avevo sedici anni. Meccanici siamo in venti, poi c'è Vargas, il padrone, è una cosa di famiglia. Anche il padrone è stato operaio, poi ha fatto i soldi ma ........... (lavorare), ........... (conoscere) il mestiere, sta sempre in mezzo ai motori. Quello che gli fa rabbia sono le agitazioni sindacali, non ........... (volere) sentire parlare di diritti e doveri. Se ........... (noi chiedere) qualcosa, magari un favore lo ........... (lui fare) volentieri, ma se ........... (noi parlare) di sindacati, di scioperi, di contratti, ........... (lui arrabbiarsi) e buonanotte. -

Santino ha mangiato avidamente, poi lui e Giacinto ........... (sedersi) sulle sedie a sdraio, all'ombra dei banani. Io ........... (sparecchiare) , ........... :(lavare) i piatti, ........... (mettere) su il caffè. Quando torno fuori Giacinto ........... (dormire). ........... :(io posare) il caffè per terra, Santino ........... (prendere) la tazzina, ........... (chinarsi) sull'amico e lo ........... (svegliare). Giacinto ........... (bere) il caffè in due sorsi e poi se ne va in camera a fare la pennichella. ........... (io restare) sola con il ragazzo e non ........... (sapere) che cosa dire.

- ........... (tu essere) di Addis? -

- Sì -

- Che lavoro ........... (tu fare)? -

- Cameriere. Però ora sono a spasso -

- E tuo padre che ........... (fare)?

- Lui e i miei fratelli sono pescatori -

- ........... (Voi avere) una barca? -

- Sì -

- E dove ........... (voi tenere) la barca? -

- Alla spiaggia grande. -

- Senti, Giacinto ........... (dormire), io pure ho sonno, tu che fai? ........... (tu andare) o ........... (tu restare)? Se ........... (tu volere), ........... (tu potere) restare. -

- ........... (io potere) restare? Si sta bene qui.

- Va bene. A più tardi. -

........... (Io andare) a stendermi sul divano in cucina. Ma non ........... 7.0pt; font-family:(riuscire) a dormire. ........... (Io sentire) il respiro di Giacinto di là dalla tenda e il fruscio delle foglie in giardino, ma non ........... (sentire) Santino. Il suo silenzio ........... (innervosirmi).

 IL TEMPO PRESENTE    UGO E LIA

Nel dialogo della prima colonna Ugo racconta a Lia cosa ha fatto ieri. Ma siccome questo è quello che fa di solito al sabato il dialogo poteva anche essere come nella seconda colonna, usando il tempo presente. Cambia i verbi, inserendo le parole giuste al posto dei puntini.

LIA: Cosa hai fatto di bello ieri sera?

UGO: Oh, non molto. Sono arrivato a casa tardi, perché in negozio c'è stato molto lavoro. Quindi ho dovuto mangiare in fretta e furia e mi sono preparato per uscire in un momento. Poi sono sceso al bar.

LIA: Chi c'era?

UGO: I soliti, mi sono fermato con loro un po'. Un'ora, un'ora e mezza.

LIA: Cosa avete fatto?

UGO: Abbiamo giocato a carte, ci siamo raccontati le ultime novità. Poi Franco ha cominciato a perdere e si è arrabbiato e non voleva più giocare. Io gli ho detto che se la prende troppo e abbiamo discusso su quello per un po', poi abbiamo cominciato a dicutere su dove andare, le ragazze volevano come sempre andare in discoteca al mare, ma Matteo ha brontolato che è troppo lontano e che lui aveva guidato tutto il giorno e che non ne aveva voglia.

LIA: Si sono arrabbiate?

UGO: No, hanno riso e hanno detto che andava bene qualunque cosa

LIA: E tu non volevi andare al cinema?

UGO: No, ieri sera non mi andava.

LIA: Alla fine chi cosa avete deciso?

UGO: Qualcuno ha proposto una discoteca abbastanza vicina, abbiamo preso due o tre macchine e ci siamo andati. Sono arrivato verso le undici perché sono andato forte e ho lasciato indietro tutti gli altri

LIA: Quanto ci hai messo?

UGO: Non so, ci ho messo poco.

LIA: E poi? Li hai ritrovati gli altri?

 

 

 

 

LIA: Cosa ........... di bello al sabato?

UGO: Oh, non molto. ...........  a casa tardi, perché in negozio ...........  molto lavoro. Quindi ...........  mangiare in fretta e furia e mi ...........  per uscire in un momento. Poi ...........  al bar.

LIA: Chi ........... ?

UGO: I soliti, mi ...........  con loro un po'. Un'ora, un'ora e mezza.

LIA: Cosa ........... ?

UGO: ...........  a carte, ci ...........  le ultime novità. Poi Franco ........... a perdere e ........... e non ...........  più giocare. Io gli ........... sempre che se la prende troppo e ........... su quello per un po', poi ...........  a discutere su dove andare, le ragazze ...........  sempre andare in discoteca al mare, ma Matteo ...........  che è troppo lontano e che lui ...........  tutto il giorno e che non ne ........... .

LIA: Si ........... ?

UGO: No, ........... e ...........  che ........... bene qualunque cosa

LIA: E tu non ........... andare al cinema?

UGO: No, al sabato non ........... .

LIA: Alla fine che cosa ........... ?

UGO: Qualcuno ...........  una discoteca abbastanza vicina, ...........  due o tre macchine e ci ........... . ...........  verso le undici perché ...........  forte e ...........  indietro tutti gli altri

LIA: Quanto ci ........... ?

UGO: Non so, ci ...........  poco.

LIA: E poi? Li ...........  gli altri?

UGO: Non subito. Quando sono arrivato ho girato un po', ho parlato con la gente che conoscevo, e quando mi sono sentito in vena mi sono messo a ballare.

LIA: Hai conosciuto qualcuno di nuovo?

UGO: Qualcuno, sai, ho attaccato discorso un po' con tutti

LIA: Hai bevuto molto?

UGO: Per niente, più che una coca non ho bevuto.

LIA: Gli altri non ti hanno cercato?

UGO: Non si preoccupavano, sapevano che mi stavo divertendo. Li ho cercati io, dopo.

LIA: E avete ballato insieme?

UGO: No, sai, alle tre, dopo aver cenato poco e niente, avevavamo tutti una gran fame. Allora siamo andati a mangiare una pizza.

LIA: Ancora non ho capito perché siete andati in discoteca insieme.

UGO: Ma, non l'ho capito bene neanch'io.

 

UGO: Non subito. Quando ..........., ........... un po', ........... con la gente che ..........., e quando mi ........... in vena mi ........... a ballare.

LIA: ........... qualcuno di nuovo?

UGO: Qualcuno, sai, ........... discorso un po' con tutti

LIA: ...........molto?

UGO: Per niente, più che una coca non ...........

LIA: Gli altri non ti ...........

UGO: Non si ........... ...........he mi ...........divertendo. Li ...........io, dopo.

LIA: E ...........insieme?

UGO: No, sai, alle tre, dopo aver cenato poco e niente, ........... tutti una gran fame. Allora ........... a mangiare una pizza.

LIA: Ancora non ........... perché ........... in discoteca insieme.

UGO: Ma, non ........... bene neanch'io.

 

 

      RIFLESSIVI  

Coniuga i verbi riflessivi al presente e al passato

PRESENTE PASSATO
riposarsi loro

... .......................

...  ..........  .............
svegliarsi io  ... ....................... ...  ..........  .............
addormentarsi tu ... ....................... ...  ..........  .............
divertirsi noi ... ....................... ...  ..........  .............
sedersi lei ... ....................... ...  ..........  .............
ricordarsi noi (donne) ... ....................... ...  ..........  .............
dimenticarsi lui ... ....................... ...  ..........  .............
alzarsi tu (donna) ... ....................... ...  ..........  .............
divertirsi noi  ... ....................... ...  ..........  .............
svegliarsi loro ... ....................... ...  ..........  .............
sedersi lui ... ....................... ...  ..........  .............
muoversi io ... ....................... ...  ..........  .............
ricordarsi lei ... ....................... ...  ..........  .............
dimenticarsi loro (donne) ... ....................... ...  ..........  .............

                                 

 

LA GENTE 

Sostituisci persone con gente  

es. Mi piacciono le persone sincere   Mi piace la gente sincera

 

 Ho incontrato molte persone simpatiche

 Aspettiamo delle persone che si sono iscritte oggi

 Le persone di solito non capiscono come è difficile il lavoro dell'insegnante

 Hai visto se c'erano molte persone in coda alla posta?

 Tu non sei capace di andare d'accordo con le persone

 Le persone spesso parlano senza sapere quello che dicono

 Non sto bene in mezzo alle persone stupide

 Le persone che non sono riuscite a entrare sono tornate a casa

 Le persone non possono avvicinarsi ai quadri del museo

 Le persone che vengono in questo negozio cercano prodotti di qualità

ARTICOLO INDETERMINATIVO E DI PARTITIVO

Inserisci al posto dei puntini UN/UNO/UNA oppure DEL/DELLO/DELLA  

 es.: Hai comprato ...del.. pane? 

 Vai dalla bidella a chiedere ..... alcool

 Vai dalla bidella a chiedere ..... pezzo di gesso

 Vuoi ..... tè?

 Vuoi ..... tazza di tè?

 Per fare il goulasch basta ..... carne qualsiasi

 Questo caffè è amaro, non hai ..... zucchero?

 Ho preso ..... carta e ho incartato tutto

 Sotto il banco i bidelli hanno trovato ..... carta da briscola, chi ha giocato in classe?

 Abbiamo mangiato ..... buona torta

 E' molto tempo che non sento ..... buona musica

 Ho comprato ..... maglione molto economico

 I calchi di Pompei sono fatti versando ..... gesso nei vuoti dove c'erano le persone

 

                                         

 IMPERFETTO IL TEMPO DEI RICORDI

Leggi il brano e cerca di capire perché viene usato l'imperfetto e perché il passato prossimo. Poi scrivi una pagina di ricordi della tua infanzia alternando i due tempi.

     Anche se non eravamo poveri, mio padre ed io vivevamo come selvaggi. Quando io ero piccolissimo mio padre, se si allontanava dall'isola, mi lasciava nelle braccia del nostro garzone, che era molto serio per la sua età e mi ha allevato con latte di capra. E' stato lo stesso garzone che mi ha insegnato a leggere e a scrivere; io poi, leggendo i libri che trovavo in casa, mi sono istruito. A mio padre non interessava mandarmi a scuola: vivevo sempre in vacanza e le mie giornate erano senza regole e senza orari. Soltanto la fame e il sonno segnavano per me l'ora di rientrare a casa.
 Nessuno pensava a darmi del denaro e io non ne chiedevo. In tutta la mia infanzia non ho mai avuto un soldo, ma non ne sentivo il bisogno. I campi di mio nonno fornivano al garzone tutto quello che serviva per cucinare.
 Occupavo le sere d'inverno e i giorni di pioggia con la lettura. Dopo il mare e i giri per l'isola la lettura era la cosa che mi piaceva più di tutto. Di solito leggevo in camera mia, sdraiato sul letto o sul divano, con Immacolatella (il mio cane) ai miei piedi.
 Nelle nostre camere c'erano cassettoni e armadi, ma a noi non servivano per i vestiti, perché ne avevamo pochissimi. Le coperte per l'inverno, dove dormivo avvolto come in un sacco, erano tutte bucate dalle tarme e i materassi, che nessuno sbatteva mai, erano diventati piatti e sottili come fogli di pasta.
 Mio padre viveva lontano la maggior parte del tempo. Veniva a Procida per qualche giorno e poi ripartiva, così io trascorrevo quasi tutti i miei giorni in assoluta solitudine.  Consideravo la presenza di mio padre come un regalo straordinario. Nei brevi momenti che trascorreva a Procida io lo seguivo dappertutto. Lui avanzava deciso, come una vela nel vento, senza guardare nessuno, e io correvo, con le mie gambe corte, per stargli dietro. Quasi sempre davanti a noi c'era Immacolatella, che correva avanti, ritornava indietro, annusava tutti i muri, metteva il muso in tutte le porte, salutava tutti. Quando si allontanava troppo fischiavo per richiamarla...

Riduzione da: L'Isola di Arturo, di Elsa Morante

 

 
 

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